Dopo anni a spiegare la differenza tra security e safety e tra sicurezza del lavoro, cyber e fisica, si torna sempre più a parlare di sicurezza a 360°. Pubblica e privata, tecnologica e umana, armata e non armata, fisica e logica: la sicurezza è ormai pienamente integrata. Le norme vanno in quella direzione, il mercato va in quella direzione, la committenza vuole un interlocutore unico.
E va benissimo tutto. Purché non si confondano ruoli, competenze, formazione, responsabilità, tipologia di rischio, funzioni (e salari!) di queste diverse accezioni della sicurezza.
Sommessamente ricordiamo che safety significa protezione da incidenti, danni o pericoli causati da situazioni accidentali o naturali, mentre security significa protezione contro minacce intenzionali o danni causati da azioni deliberate, come crimini o attacchi. Un filino diverso.
Sommessamente ricordiamo che cyber security significa protezione di sistemi informatici, dati e reti (sicurezza logica), mentre physical security è protegge beni e asset da furti, danni o accessi non autorizzati. Un filino diverso.
Sommessamente ricordiamo che facility management significa attività di gestione di edifici, impianti e processi e può certamente annoverare anche la sicurezza, ma non può essere sinonimo di vigilanza privata. Né si può sperare di pagare o servizi di security come quelli di pulizia o smaltimento rifiuti.
Convergono tra loro? Sì. Possono essere integrati? Certamente. Possono far parte di un pacchetto unico di offerta? Ovvio. Devono dialogare fra loro e procedere di pari passo? Senza dubbio, ma restano cose diverse. Così, per dire.
Fonte: VigilanzaPrivataOnline.com